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The Manifesto

After the Golden Age, here is the dawning of a new era.

Facili allo snobismo per partito perso.

This is not another pop blog, we're not old style we're not futuristic we're just acrylic and always up for a nice cup of tea.


acrylicagecollective@gmail.com

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19 July 10
foto di Sara Marzullo (flickr)
Continuano a venirmi in mente le parole di una canzone degli Statuto ogni volta che ripenso a questa tre giorni torinese che ha portato me e la mia socia AA. S. a morire di caldo, mangiare piade mattina e sera, dormire due ore a notte quando andava bene, fritte in lenzuola di flanella, e soprattutto passare una delle più belle serate della mia vita so far:che bravi siamo!e ci gasiamo!e ci vantiamo sempre di più!Chiaramente dovevo immaginarmelo subito che sarebbe andato tutto bene quando alle nove del mattino aspettavo il mio treno in stazione a Siena e un distinto signore inglese mi si è avvicinando scusandosi molto e chiedendomi “Are you a West Ham supporter?”. “Indeed I am, Sir!”. No, non era un indovino, avevo su la maglietta à la Morrissey del West Ham Boys Club, tuttavia questo incontro di prima mattina m’è suonato strano e propiziatorio. La nostra conversazione di cinque minuti si è conclusa con un suo “God bless West Ham!” - dai, andiamo, incontrare un vecchio fan del West Ham in stazione a Siena alle nove del mattino E’ quantomeno STRANO.Congiuntami con la mia associata, dopo vari stalkers in stazione e sguardi di approvazione e riconoscimento di reciproca destinazione con un gruppo di skinheads, finalmente siamo salite sull’Inter City (non a caso la maglietta, tutto era stato accuratamente calcolato nelle due ore scarse di sonno che hanno diviso la mia serata a nota festa di contrada senese dalla partenza per Torino) che dopo quattro ore e mezza c’avrebbe portato a Porta Nuova, in un capoluogo di regione in fiamme. ATTENZIONE: quando signore di mezza età mi rivolgono la parola, PER FAVORE, bloccatemi. Altrimenti il risultato sarà un’ora di conversazione su un Sud migliore - lo sapete che mi piace chiacchierare. A Torino poi imbrocchiamo l’autobus (grazie alle doti organizzative di S., che pecca un po’ di senso dell’orientamento ma per quanto riguarda autobus e treni è imbattibile), imbrocchiamo l’alloggio, imbrocchiamo la navetta da piazza Vittorio Veneto e nel giro di poco siamo a Venaria a cantare PIEEERA NON SEI SINCERA DA QUESTA SERA NON TI AMO PIU’! Che dire degli Statuto? Che sono fantastici bellissimi bravissimi e poi? Abbiamo vinto il festival di Sanremo è stato il mantra di tutta la tre giorni torinese - insomma abbiamo riso, cantato, fatto parecchi commenti ed apprezzamenti in merito all’ambiente super friendly. Il tempo di salutare le varie delegazioni ivi presenti e già vediamo lo splendido favoloso fantastico Paul Weller imbracciare la chitarra e attaccare con The Changinman: OMFG. Non credevo, NON CREDEVO potesse esser davvero the coolest bloke evah, la musica ti prende sotto pelle e, e… beh, basti dire che io e S. ci guardavamo ogni tre per due con gli occhi sgranati dicendo qualcosa tipo “Minchia oh hai capito il vez!”. Il set è stato seriamente una figata clamorosa, una breve pausa dovuta con una serie di ballate un po’ più lente - oh, dovevamo riprendere tutti fiato! La cosa bella è stato vedere, toccare palesemente con mano, la gioia di suonare su un palco, la forza, l’amore per il pubblico e per la propria musica - possono sembrare frasi retoriche di una fan molto molto innamorata, ma ok andate a vedere un concerto di Paul Fookin Weller e poi ne riparliamo! Poi non per dire o portare acqua al mio mulino ma questa è stata una costante di tutta la serata: tutti lì per l’amore nei confronti di quel tipo di musica e quel tipo di scena, almeno tre generazioni che cantavano fianco a fianco con le lacrime agli occhi per la commozione, nessuno che si sentiva più figo degli altri, tutti stretti in un abbraccio collettivo con Statuto, Paul Weller e Specials. Se state storcendo il naso sono moralmente disposta ad incazzarmi - dopo averne girate parecchie, dopo esser stata ad un discreto numero di concerti e festival in giro per Italia e Europa, dopo averne viste parecchie posso affermare che fino ad ora la scena più friendly c’io abbia mai incontrato per la mia strada è senza dubbio quella mod/skinhead. Torino è una città stra fortunata, la realtà di Piazza Statuto è qualcosa che nel resto d’Italia ci sognamo e che mi fa gigioneggiare e mi scalda il cuore. Ok, chiusa la parentesi sentimentale. No, scherzo. GLI SPECIALS.Ragazzi, RAGAZZI. Gli Specials sono uno dei più gruppi preferiti, dico proprio storicamente parlando. Penso li battano solo i Clash nella mia personale classifica del cuoricino, ma vabé si sa come i Clash niente e nessuno mai. Questo per dire: immaginate per un secondo cosa avevo in cuore per tutto il giorno. Quando ho iniziato ad ascoltare gli Specials ero sicura che mai e poi mai avrei avuto la possibilità di vederli dal vivo su di un palco - questo è un ragionamento che ha accompagnato tutta la mia adolescenza, gli anni al liceo, quando ero giovane ed integralista e non ascoltavo niente che fosse uscito dopo il 1987. Per gli Specials era poi particolarmente doloroso. Per anni mi sono nutrita di tutto quanto fosse stato mai prodotto dalla persona di Terry Hall (mia scuffia celebre storica), per anni ho ballato in qualsiasi posto le loro canzoni, dalla doccia alle selezioni musicali che seguono i concerti al Sonar, anni di Chelsea cut e Ben Sherman e bretelle che a fine serata ti cadono giù per i pantaloni e non hai intenzione di rialzare. Perché poi quando qualcuno mette su Nite Klub l’impulso irrefrenabile è quello di saltare in piedi e iniziare a folleggiare con skinhead moonstomp e gridare I WON’T DANCE IN A CLUB LIKE THIS COS ALL THE GIRLS ARE SLAGS AND THE BEER TASTES JUST LIKE PISS. Quante volte l’ho pensato in un milione di serate buttate a Siena, cercando di uccidere la noia tipica che si impadronisce di noi abitanti (per caso) di questa ridente città?Insomma, per tagliare corto, ero totalmente fuori di testa. Mi scuso pubblicamente con la mia socia che ha dovuto sopportare un’ora di occhi sgranati e saltelli preparatori. Dopo il concerto di Weller abbiamo deciso di avanzare un po’ verso le prime file. Sara di tanto in tanto, precedendomi, si girava dicendomi “Ti va bene qui?”, ridendo. L’ultima volta che l’ha detto era già arrivata in prima fila, di fronte al posto che sarebbe stato occupato da Roddy Radiation - oh, se qualcuno il mese scorso, toh m’avesse detto “Ornella il mese prossimo vedrai gli Specials in concerto e non solo lo farai dalla prima fila” gli avrei riso in faccia sbeffeggiandolo. Senza darlo a vedere ci siamo timidamente unite anche noi ai cori contro la selezione musicale psicotica tra il concerto di Weller e quello degli Specials: ok, un po’ ci dispiaceva che il figlio di Battiato (cit.) fosse insultato così tanto, però andiamo, dai lo faccio:PICCOLO AVVISO PER GLI ORGANIZZATORI DEL TRAFFIC A MEMORIA FUTURA:Ragazzi, andiamo. In una serata con Statuto, Paul Weller e Specials c’avrete una mezza sul pubblico presente no? E’ così difficile da immaginare? Dunque che minchia c’entrano i remix dei Simple Minds?L’emblema del momento è stato il buon vecchio Brad, il batterista degli Specials, che si è affacciato sul palco e ha manifestato approvazione per le urla di disapprovazione del pubblico. Dai, I SIMPLE MINDS?!E poi sì, per montare il palco c’è voluta un’ora o giù di lì, ma quando hanno fatto cadere il back drop - che emozione. E in tutto ciò il bellissimo Sir Horace Gentleman e Roddy continuavano a ridacchiare in parte al palco e a guardare sorridendo il pubblico che a turno li indicava. Nel frattempo scambiavamo pareri sul concerto di Paul Weller con le generazioni diverse lì presenti, tra sorrisi d’approvazione, grin grin, wink wink, nudge nudge, say no more?  E poi il momento è arrivato, e non ero così follemente felice da quando tre anni fa Paul Simonon in persona è salito sul palco alla Torre di Londra per il concerto con i The Good The Bad & The Queen di Damon Albarn. Se incontri Buddha per strada, sapete come si dice? In questo caso se lo incontri, beh, mettetevi a ballare un po’ di sana skinhead moonstomp insieme e poi andate in un bar per una pint of beer. In questo caso il mio personale Buddha è salito sul palco sulle note di 54-46 Was My Number di Toots & The Maytals (cazzo sì!) e ha subito attaccato a cantare All you punks and all you teds/National Front and natty dreads/Mods, rockers, hippies and skinheads/Keep on fighting ‘til you’re dead - io ero talmente follemente su di giri da non riuscire a chiudere più la bocca per lo stupore - avevamo fatto il toto scommessa sull’intro, io avevo votato Gangsters. Ma Do The Dog, dico DO THE DOG non me l’aspettavo. Perché? Perché è stata la prima canzone degli Specials ch’io abbia mai ascoltato in tutta la mia vita, quindi continuavo a pensare “CAZZO” in loop. E abbiamo iniziato a ballare, come matte per davvero, a ridere e a pensare che oh c’avranno pure tutti tra i cinquanta e i sessant’anni ma spaccanoiculi per davvero. Sì, c’era il vuoto lì infondo, dalla parte opposta alla nostra, alle tastiere. In realtà c’era un clone di Jerry Dammers aged 25 che si muoveva nella stessa maniera, che alla lunga ti indispettiva non poco - come abbiamo lungamente ponderato in seguito, prima o poi qualcuno gli tirerà una gomitata sul muso di modo che gli cadano i quattro denti davanti, così da non percerpire proprio la differenza. Ok, apriamo questa parentesi sull’assenza di Jerry Dammers. Ci sono due scuole di pensiero nel mio cervello:a. è una roba ignobile. Seriamente. Era il SUO gruppo con le SUE canzoni  scritte da LUI. Fossi stata in lui li avrei ammazzati, fatti a pezzi e sciolti nell’acido. Chi siete voi senza Jerry Dammers?b. STICA. Miglior concerto di sempre, Jerry Dammers o meno, è una reunion commemorativa, non devono scrivere canzoni nuove perché probabilmente senza di lui non ne sarebbero capaci, ma di suonare e cantare - MINCHIA - se lo sanno fare. Quindi archiviamo per sempre la questione “Sì sei andata al concerto degli Specials ma mancava il pezzo meglio” senza però dimenticare di sottolineare come Terry abbia provveduto a dedicargli una canzone, Little Bitch. Scaletta superlativa, tutte le migliori (certo c’erano le grandi assenti tipo Rude Boys Outta Jail, sebbene sia stata super richiesta dal pubblico, Long Shot Kick De Bucket e soprattutto Ghost Town, la cui mancanza è stata particolarmente sentita da queste parti), ritmi serratissimi. Io personalmente ero quasi a digiuno, con cinque ore e mezza di treno sulle spalle e praticamente senza bere acqua o altri liquidi da ore prima - mai sentita meglio, trasudavo adrenalina. Quanto s’è ballato? TANTO. Dalle transenne abbiamo stabilito un rapporto confidenziale con Roddy, pronto a mettersi in posa per qualsiasi foto, e Neville che rideva compiaciuto ogni volta che passava in rassegna lo sguardo dalle nostre parti. E poi che dire di Terry Hall? Io pianifico di sposare Terry Hall da quando avevo tipo 15 anni. Checché se ne dica in giro (AA. S.) è ancora bello come il sole, depressissimo (anche se s’è visto sorridere BEN DUE VOLTE) e adorabile. Ogni volta che lo guardavo mi chiedevo come sia possibile che un uomo così strano sia il front man di un gruppo ska revival. In ogni caso ci sguazza. Momenti memorabili Hey Little Rich Girl, Little Bitch e Nite Klub, qualcosa vicino alle mie all time favorites. E poi Concrete Jungle giustamente e meritatamente cantata dal nostro splendido Radiation. E niente, commozione ad ogni nota, parole gridate, un che di liberatorio dopo una prima parte di 2010 decisamente orribile, abbracci con i vecchi skins e mods presenti, occhiate di approvazione e tante tante pacche sulle spalle. Grandi apprezzamenti nei confronti del pubblico (effettivamente splendido), il migliore chiaramente quello di Terry “Thank you so much, you’re beautiful. Not as much as me clearly…”.Dopo Enjoy Yourself a chiudere, chiaramente, tutti c’aspettavamo un encore. Ma proprio tutti, penso anche loro stessi, infatti erano tutti in parte al palco, e in tutta evidenza non sapevano se poter continuare a suonare o meno. No, dannato coprifuoco. Mixo (che dall’Italia Wave di tre anni fa mi perseguita AD OGNI SINGOLO FESTIVAL) si è beccato sonorissimi vaffanculo dalla prima fila, Lynval ad un bel punto è uscito fuori per calmare gli animi e spiegarci che il dannato coprifuoco non permetteva più alcuna canzone. SCREW THE CURFEW. I cori ci hanno scaldato i cuori per un bel pezzo, rude boy rude boy ma che colpa abbiamo noi se beviamo più di voi… E poi è fatta, s’è fatta anche questa. Vive e vegete, ore di skinhead moonstomp, digiuno e sete, ma felici e contente, stese sul prato con una birra e un sorrisone stampato in faccia. Che resta da fare, una volta finita la birra e salutato tutti? Aspettare che passi una navetta per tornare in centro a Torino. Qui ha inizio una delle mezz’ore più divertenti della mia vita, con cori da stadio urlati fino a non aver più fiato, con tutte le squadre del campionato di serie B mandate ripetutamente a quel paese, che poi se facciamo un incidente muore prima il conducente, e chiaramente cazzo no alla tessera del tifoso. Abbiamo appreso che Gianni Morandi mangia la merda e che il Foggia e la Mens Sana sono le uniche due robe che possono esser salvate in assoluto. La chiosa è stato il momento più clamoroso di sempre - lo skin che iniziava ogni coro una volta sceso dall’autobus si è sdato nel commento più elegante della serata, che al momento vorrei come epitaffio sulla mia tomba (ah, a proposito. Torino ha questa fantastica agenzia di pompe funebri chiamata Cuore: per 1590 potete avere un funerale classico coi contro): ha appellato un tizio che passava di lì col macchinone rosso TU COL FERRARI - momento di pausa, pathos crescente - …STUPIDO! E’ stato fantastico. Ci siamo allontanate cantando I’m forever blowing bubbles, pretty bubbles in the air, alla ricerca di un kebab che ci rimettesse al mondo prima di andare a tribolare un po’ tra le lenzuona di flanella in Corso Regina Margherita. Best nite evah.
AA. O.

foto di Sara Marzullo (flickr)

Continuano a venirmi in mente le parole di una canzone degli Statuto ogni volta che ripenso a questa tre giorni torinese che ha portato me e la mia socia AA. S. a morire di caldo, mangiare piade mattina e sera, dormire due ore a notte quando andava bene, fritte in lenzuola di flanella, e soprattutto passare una delle più belle serate della mia vita so far:

che bravi siamo!
e ci gasiamo!
e ci vantiamo sempre di più!

Chiaramente dovevo immaginarmelo subito che sarebbe andato tutto bene quando alle nove del mattino aspettavo il mio treno in stazione a Siena e un distinto signore inglese mi si è avvicinando scusandosi molto e chiedendomi “Are you a West Ham supporter?”. “Indeed I am, Sir!”. No, non era un indovino, avevo su la maglietta à la Morrissey del West Ham Boys Club, tuttavia questo incontro di prima mattina m’è suonato strano e propiziatorio. La nostra conversazione di cinque minuti si è conclusa con un suo “God bless West Ham!” - dai, andiamo, incontrare un vecchio fan del West Ham in stazione a Siena alle nove del mattino E’ quantomeno STRANO.
Congiuntami con la mia associata, dopo vari stalkers in stazione e sguardi di approvazione e riconoscimento di reciproca destinazione con un gruppo di skinheads, finalmente siamo salite sull’Inter City (non a caso la maglietta, tutto era stato accuratamente calcolato nelle due ore scarse di sonno che hanno diviso la mia serata a nota festa di contrada senese dalla partenza per Torino) che dopo quattro ore e mezza c’avrebbe portato a Porta Nuova, in un capoluogo di regione in fiamme. ATTENZIONE: quando signore di mezza età mi rivolgono la parola, PER FAVORE, bloccatemi. Altrimenti il risultato sarà un’ora di conversazione su un Sud migliore - lo sapete che mi piace chiacchierare. A Torino poi imbrocchiamo l’autobus (grazie alle doti organizzative di S., che pecca un po’ di senso dell’orientamento ma per quanto riguarda autobus e treni è imbattibile), imbrocchiamo l’alloggio, imbrocchiamo la navetta da piazza Vittorio Veneto e nel giro di poco siamo a Venaria a cantare PIEEERA NON SEI SINCERA DA QUESTA SERA NON TI AMO PIU’! Che dire degli Statuto? Che sono fantastici bellissimi bravissimi e poi? Abbiamo vinto il festival di Sanremo è stato il mantra di tutta la tre giorni torinese - insomma abbiamo riso, cantato, fatto parecchi commenti ed apprezzamenti in merito all’ambiente super friendly. Il tempo di salutare le varie delegazioni ivi presenti e già vediamo lo splendido favoloso fantastico Paul Weller imbracciare la chitarra e attaccare con The Changinman: OMFG. Non credevo, NON CREDEVO potesse esser davvero the coolest bloke evah, la musica ti prende sotto pelle e, e… beh, basti dire che io e S. ci guardavamo ogni tre per due con gli occhi sgranati dicendo qualcosa tipo “Minchia oh hai capito il vez!”. Il set è stato seriamente una figata clamorosa, una breve pausa dovuta con una serie di ballate un po’ più lente - oh, dovevamo riprendere tutti fiato! La cosa bella è stato vedere, toccare palesemente con mano, la gioia di suonare su un palco, la forza, l’amore per il pubblico e per la propria musica - possono sembrare frasi retoriche di una fan molto molto innamorata, ma ok andate a vedere un concerto di Paul Fookin Weller e poi ne riparliamo!
Poi non per dire o portare acqua al mio mulino ma questa è stata una costante di tutta la serata: tutti lì per l’amore nei confronti di quel tipo di musica e quel tipo di scena, almeno tre generazioni che cantavano fianco a fianco con le lacrime agli occhi per la commozione, nessuno che si sentiva più figo degli altri, tutti stretti in un abbraccio collettivo con Statuto, Paul Weller e Specials. Se state storcendo il naso sono moralmente disposta ad incazzarmi - dopo averne girate parecchie, dopo esser stata ad un discreto numero di concerti e festival in giro per Italia e Europa, dopo averne viste parecchie posso affermare che fino ad ora la scena più friendly c’io abbia mai incontrato per la mia strada è senza dubbio quella mod/skinhead. Torino è una città stra fortunata, la realtà di Piazza Statuto è qualcosa che nel resto d’Italia ci sognamo e che mi fa gigioneggiare e mi scalda il cuore.

Ok, chiusa la parentesi sentimentale. No, scherzo. GLI SPECIALS.
Ragazzi, RAGAZZI. Gli Specials sono uno dei più gruppi preferiti, dico proprio storicamente parlando. Penso li battano solo i Clash nella mia personale classifica del cuoricino, ma vabé si sa come i Clash niente e nessuno mai. Questo per dire: immaginate per un secondo cosa avevo in cuore per tutto il giorno. Quando ho iniziato ad ascoltare gli Specials ero sicura che mai e poi mai avrei avuto la possibilità di vederli dal vivo su di un palco - questo è un ragionamento che ha accompagnato tutta la mia adolescenza, gli anni al liceo, quando ero giovane ed integralista e non ascoltavo niente che fosse uscito dopo il 1987. Per gli Specials era poi particolarmente doloroso. Per anni mi sono nutrita di tutto quanto fosse stato mai prodotto dalla persona di Terry Hall (mia scuffia celebre storica), per anni ho ballato in qualsiasi posto le loro canzoni, dalla doccia alle selezioni musicali che seguono i concerti al Sonar, anni di Chelsea cut e Ben Sherman e bretelle che a fine serata ti cadono giù per i pantaloni e non hai intenzione di rialzare. Perché poi quando qualcuno mette su Nite Klub l’impulso irrefrenabile è quello di saltare in piedi e iniziare a folleggiare con skinhead moonstomp e gridare I WON’T DANCE IN A CLUB LIKE THIS COS ALL THE GIRLS ARE SLAGS AND THE BEER TASTES JUST LIKE PISS. Quante volte l’ho pensato in un milione di serate buttate a Siena, cercando di uccidere la noia tipica che si impadronisce di noi abitanti (per caso) di questa ridente città?
Insomma, per tagliare corto, ero totalmente fuori di testa. Mi scuso pubblicamente con la mia socia che ha dovuto sopportare un’ora di occhi sgranati e saltelli preparatori. Dopo il concerto di Weller abbiamo deciso di avanzare un po’ verso le prime file. Sara di tanto in tanto, precedendomi, si girava dicendomi “Ti va bene qui?”, ridendo. L’ultima volta che l’ha detto era già arrivata in prima fila, di fronte al posto che sarebbe stato occupato da Roddy Radiation - oh, se qualcuno il mese scorso, toh m’avesse detto “Ornella il mese prossimo vedrai gli Specials in concerto e non solo lo farai dalla prima fila” gli avrei riso in faccia sbeffeggiandolo. Senza darlo a vedere ci siamo timidamente unite anche noi ai cori contro la selezione musicale psicotica tra il concerto di Weller e quello degli Specials: ok, un po’ ci dispiaceva che il figlio di Battiato (cit.) fosse insultato così tanto, però andiamo, dai lo faccio:
PICCOLO AVVISO PER GLI ORGANIZZATORI DEL TRAFFIC A MEMORIA FUTURA:
Ragazzi, andiamo. In una serata con Statuto, Paul Weller e Specials c’avrete una mezza sul pubblico presente no? E’ così difficile da immaginare? Dunque che minchia c’entrano i remix dei Simple Minds?

L’emblema del momento è stato il buon vecchio Brad, il batterista degli Specials, che si è affacciato sul palco e ha manifestato approvazione per le urla di disapprovazione del pubblico. Dai, I SIMPLE MINDS?!
E poi sì, per montare il palco c’è voluta un’ora o giù di lì, ma quando hanno fatto cadere il back drop - che emozione. E in tutto ciò il bellissimo Sir Horace Gentleman e Roddy continuavano a ridacchiare in parte al palco e a guardare sorridendo il pubblico che a turno li indicava. Nel frattempo scambiavamo pareri sul concerto di Paul Weller con le generazioni diverse lì presenti, tra sorrisi d’approvazione, grin grin, wink wink, nudge nudge, say no more?  E poi il momento è arrivato, e non ero così follemente felice da quando tre anni fa Paul Simonon in persona è salito sul palco alla Torre di Londra per il concerto con i The Good The Bad & The Queen di Damon Albarn. Se incontri Buddha per strada, sapete come si dice? In questo caso se lo incontri, beh, mettetevi a ballare un po’ di sana skinhead moonstomp insieme e poi andate in un bar per una pint of beer.
In questo caso il mio personale Buddha è salito sul palco sulle note di 54-46 Was My Number di Toots & The Maytals (cazzo sì!) e ha subito attaccato a cantare All you punks and all you teds/National Front and natty dreads/Mods, rockers, hippies and skinheads/Keep on fighting ‘til you’re dead - io ero talmente follemente su di giri da non riuscire a chiudere più la bocca per lo stupore - avevamo fatto il toto scommessa sull’intro, io avevo votato Gangsters. Ma Do The Dog, dico DO THE DOG non me l’aspettavo. Perché? Perché è stata la prima canzone degli Specials ch’io abbia mai ascoltato in tutta la mia vita, quindi continuavo a pensare “CAZZO” in loop. E abbiamo iniziato a ballare, come matte per davvero, a ridere e a pensare che oh c’avranno pure tutti tra i cinquanta e i sessant’anni ma spaccanoiculi per davvero. Sì, c’era il vuoto lì infondo, dalla parte opposta alla nostra, alle tastiere. In realtà c’era un clone di Jerry Dammers aged 25 che si muoveva nella stessa maniera, che alla lunga ti indispettiva non poco - come abbiamo lungamente ponderato in seguito, prima o poi qualcuno gli tirerà una gomitata sul muso di modo che gli cadano i quattro denti davanti, così da non percerpire proprio la differenza. Ok, apriamo questa parentesi sull’assenza di Jerry Dammers. Ci sono due scuole di pensiero nel mio cervello:
a. è una roba ignobile. Seriamente. Era il SUO gruppo con le SUE canzoni scritte da LUI. Fossi stata in lui li avrei ammazzati, fatti a pezzi e sciolti nell’acido. Chi siete voi senza Jerry Dammers?
b. STICA. Miglior concerto di sempre, Jerry Dammers o meno, è una reunion commemorativa, non devono scrivere canzoni nuove perché probabilmente senza di lui non ne sarebbero capaci, ma di suonare e cantare - MINCHIA - se lo sanno fare.
Quindi archiviamo per sempre la questione “Sì sei andata al concerto degli Specials ma mancava il pezzo meglio” senza però dimenticare di sottolineare come Terry abbia provveduto a dedicargli una canzone, Little Bitch.
Scaletta superlativa, tutte le migliori (certo c’erano le grandi assenti tipo Rude Boys Outta Jail, sebbene sia stata super richiesta dal pubblico, Long Shot Kick De Bucket e soprattutto Ghost Town, la cui mancanza è stata particolarmente sentita da queste parti), ritmi serratissimi. Io personalmente ero quasi a digiuno, con cinque ore e mezza di treno sulle spalle e praticamente senza bere acqua o altri liquidi da ore prima - mai sentita meglio, trasudavo adrenalina. Quanto s’è ballato? TANTO.
Dalle transenne abbiamo stabilito un rapporto confidenziale con Roddy, pronto a mettersi in posa per qualsiasi foto, e Neville che rideva compiaciuto ogni volta che passava in rassegna lo sguardo dalle nostre parti. E poi che dire di Terry Hall? Io pianifico di sposare Terry Hall da quando avevo tipo 15 anni. Checché se ne dica in giro (AA. S.) è ancora bello come il sole, depressissimo (anche se s’è visto sorridere BEN DUE VOLTE) e adorabile. Ogni volta che lo guardavo mi chiedevo come sia possibile che un uomo così strano sia il front man di un gruppo ska revival. In ogni caso ci sguazza. Momenti memorabili Hey Little Rich Girl, Little Bitch e Nite Klub, qualcosa vicino alle mie all time favorites. E poi Concrete Jungle giustamente e meritatamente cantata dal nostro splendido Radiation. E niente, commozione ad ogni nota, parole gridate, un che di liberatorio dopo una prima parte di 2010 decisamente orribile, abbracci con i vecchi skins e mods presenti, occhiate di approvazione e tante tante pacche sulle spalle. Grandi apprezzamenti nei confronti del pubblico (effettivamente splendido), il migliore chiaramente quello di Terry “Thank you so much, you’re beautiful. Not as much as me clearly…”.
Dopo Enjoy Yourself a chiudere, chiaramente, tutti c’aspettavamo un encore. Ma proprio tutti, penso anche loro stessi, infatti erano tutti in parte al palco, e in tutta evidenza non sapevano se poter continuare a suonare o meno. No, dannato coprifuoco. Mixo (che dall’Italia Wave di tre anni fa mi perseguita AD OGNI SINGOLO FESTIVAL) si è beccato sonorissimi vaffanculo dalla prima fila, Lynval ad un bel punto è uscito fuori per calmare gli animi e spiegarci che il dannato coprifuoco non permetteva più alcuna canzone. SCREW THE CURFEW. I cori ci hanno scaldato i cuori per un bel pezzo, rude boy rude boy ma che colpa abbiamo noi se beviamo più di voi…
E poi è fatta, s’è fatta anche questa. Vive e vegete, ore di skinhead moonstomp, digiuno e sete, ma felici e contente, stese sul prato con una birra e un sorrisone stampato in faccia. Che resta da fare, una volta finita la birra e salutato tutti? Aspettare che passi una navetta per tornare in centro a Torino. Qui ha inizio una delle mezz’ore più divertenti della mia vita, con cori da stadio urlati fino a non aver più fiato, con tutte le squadre del campionato di serie B mandate ripetutamente a quel paese, che poi se facciamo un incidente muore prima il conducente, e chiaramente cazzo no alla tessera del tifoso. Abbiamo appreso che Gianni Morandi mangia la merda e che il Foggia e la Mens Sana sono le uniche due robe che possono esser salvate in assoluto. La chiosa è stato il momento più clamoroso di sempre - lo skin che iniziava ogni coro una volta sceso dall’autobus si è sdato nel commento più elegante della serata, che al momento vorrei come epitaffio sulla mia tomba (ah, a proposito. Torino ha questa fantastica agenzia di pompe funebri chiamata Cuore: per 1590 potete avere un funerale classico coi contro): ha appellato un tizio che passava di lì col macchinone rosso TU COL FERRARI - momento di pausa, pathos crescente - …STUPIDO! E’ stato fantastico. Ci siamo allontanate cantando I’m forever blowing bubbles, pretty bubbles in the air, alla ricerca di un kebab che ci rimettesse al mondo prima di andare a tribolare un po’ tra le lenzuona di flanella in Corso Regina Margherita.
Best nite evah.

AA. O.

  1. toscanacockney reblogged this from acrylicage and added:
    coi capelli vagamente rossi...Joe Strummer nelle danze
  2. acrylicage posted this
Themed by Hunson. Originally by Josh